Un Ministero multipiattaforma
Un applauso al ministero degli interni. È notizia recente l’approvazione del decreto flussi, che pone un tetto massimo all’immigrazione nel nostro paese. Quest’anno in italia “47.100 ingressi sono riservati ai cittadini di Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione con l’Italia (4.500 albanesi; 1.000 algerini; 3.000 cittadini del Bangladesh; 8.000 egiziani; 5.000 filippini; 1.000 ghanesi; 4.500 marocchini; 6.500 moldavi; 1.500 nigeriani; 1.000 pakistani; 1.000 senegalesi; 100 somali; 3.500 cittadini dello Sri Lanka; 4.000 tunisini; 2.500 cittadini di altri Paesi non appartenenti all’Unione europea che nel frattempo concludano accordi finalizzati alla regolamentazione dei flussi di ingresso e delle procedure di riammissione). Altre quote riguardano invece specifici settori lavorativi: 65.000 posti saranno dedicati a colf e badanti, 14.200 agli addetti del settore edile, 1.000 ingressi per personale altamente qualificato e altri 30.000 per i restanti settori produttivi.” (Fonte: L’unità.it) .
Il punto qui non sono le cifre, bensì il fatto che quest’anno, invece di fare la coda alle poste, i candidati potranno compilare la domanda online, e i posti verranno assegnati in base a chi compila prima le domande.
Ciò detto, il mio plauso va al ministero che ha realizzato questo programma non solo per piattaforma windows, ma anche Linux e Mac Os X.
Stiamo forse andando incontro a una disgregazione dell’impero Microsoft nel campo delle Pubbliche Amministrazioni? La speranza è questa, almeno da parte mia.
Già un passo avanti è stato fatto da quando nelle PA è obbligatorio trasmettere documenti in formato elettronico in almeno un formato aperto (odt di OpenOffice.org, per esempio). Speriamo che pian piano si arrivi al risparmio di parecchio denaro pubblico introducendo anche programmi e sistemi operativi liberi nelle PA.
Heidi e il velo.
In questo periodo si festeggia il trentennale di Heidi. Sì, proprio la pastorella svizzera che scorrazzava per i monti circostanti la baita del burbero nonno.
Beh, avete presente che ogni tanto la gonna svolazzante fa intravedere i mutandoni della piccola Heidi? Ebbene, in turchia la censura le ha fatto allungare la gonna! E fin qui, pazienza. Io sinceramente non ci tenevo più di tanto. Ciò che sconcerta è il fatto che tutti i personaggi femminili del cartone animato verranno dotate di velo islamico!
Personalmente sono tollerante verso le religioni, ma quando si tratta di censura, beh, mi girano!
Se in turchia si scandalizzano per le mutande DI UNA BAMBINA DI CINQUE ANNI vuol dire che hanno problemi parecchio gravi con la loro sessualità, a mio modesto parere.
In secondo luogo, Heidi è svizzera e presumibilmente cristiana. Perché dovrebbe indossare il velo secondo loro?
Ovviamente anche in turchia sono scoppiate polemiche da giornali e professori, secondo i quali la turchia è sulla strada di un’islamizzazione occulta e di un revisionismo culturale (ad esempio, sui testi scolastici, già sotto controllo da parte del governo).