OpenWorld

Riflessioni sul mondo dell’informatica

Trasloco

A causa dei limiti imposti da WordPress (ad esempio l’impossibilità di personalizzare il tema se non pagando) e per altre amenità, ho deciso di spostare il blog.

Lo trovate già su http://klezlab.altervista.org , con tutti i contenuti di questo blog, commenti compresi.

Per ora è un work in progress, seppur funzionante, ma pian piano conto di aggiungere nuove features per cercare di renderlo quanto più appetibile possibile.

Tra circa una settimana chiuderò OpenWorld, quindi aggiornate i vostri bookmark e registratevi pure sul nuovo sito.

10 Febbraio 2008 Pubblicato da klez | Uncategorized | | No Comments Yet

La dura vita di un promoter Microsoft

Ebbene sì, mi sono abbassato a tanto, ma non avevo altre scelte (sennò sarei andato a fare il promoter della playstation che gioca tutto il giorno a guitar hero).

Comunque, oltre a essere noioso, questo lavoro permette di entrare in contatto con vari livelli di umanità. Ecco le cose più particolari che mi sono state chieste/dette negli ultimi giorni:

- Monitor con la tastiera inclusa ne avete?
- Lei andrà sicuramente nel paradiso degli informatici… fra un 200 anni
- Si allontani se vuole andarsene sulle sue gambe
- Con lei non ci parlo, che ha una brutta scritta sulla camicia (microsoft, per l’appunto N.d.k.)
- Mi servirebbe un cd da oltre 5 giga
- Io ho una chiavetta da 128 KB
- Dove troviamo solo gli hard disk con la tastiera?
- Vorrei un PH 800 (in realtà si riferiva a un HP da circa 800 euro… N.d.k.)

Lavoro pure domani, chissà che non senta qualche altra chicca da raccontare in queste pagine.

23 Dicembre 2007 Pubblicato da klez | humor | | 3 Commenti

Un Ministero multipiattaforma

Un applauso al ministero degli interni. È notizia recente l’approvazione del decreto flussi, che pone un tetto massimo all’immigrazione nel nostro paese. Quest’anno in italia “47.100 ingressi sono riservati ai cittadini di Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione con l’Italia (4.500 albanesi; 1.000 algerini; 3.000 cittadini del Bangladesh; 8.000 egiziani; 5.000 filippini; 1.000 ghanesi; 4.500 marocchini; 6.500 moldavi; 1.500 nigeriani; 1.000 pakistani; 1.000 senegalesi; 100 somali; 3.500 cittadini dello Sri Lanka; 4.000 tunisini; 2.500 cittadini di altri Paesi non appartenenti all’Unione europea che nel frattempo concludano accordi finalizzati alla regolamentazione dei flussi di ingresso e delle procedure di riammissione). Altre quote riguardano invece specifici settori lavorativi: 65.000 posti saranno dedicati a colf e badanti, 14.200 agli addetti del settore edile, 1.000 ingressi per personale altamente qualificato e altri 30.000 per i restanti settori produttivi.” (Fonte: L’unità.it) .

Il punto qui non sono le cifre, bensì il fatto che quest’anno, invece di fare la coda alle poste, i candidati potranno compilare la domanda online, e i posti verranno assegnati in base a chi compila prima le domande.

Ciò detto, il mio plauso va al ministero che ha realizzato questo programma non solo per piattaforma windows, ma anche Linux e Mac Os X.

Stiamo forse andando incontro a una disgregazione dell’impero Microsoft nel campo delle Pubbliche Amministrazioni? La speranza è questa, almeno da parte mia.

Già un passo avanti è stato fatto da quando nelle PA è obbligatorio trasmettere documenti in formato elettronico in almeno un formato aperto (odt di OpenOffice.org, per esempio). Speriamo che pian piano si arrivi al risparmio di parecchio denaro pubblico introducendo anche programmi e sistemi operativi liberi nelle PA.

26 Novembre 2007 Pubblicato da klez | linux, mac os x, pubblica amministrazione, windows | | 1 Commento

Heidi e il velo.

In questo periodo si festeggia il trentennale di Heidi. Sì, proprio la pastorella svizzera che scorrazzava per i monti circostanti la baita del burbero nonno.

Beh, avete presente che ogni tanto la gonna svolazzante fa intravedere i mutandoni della piccola Heidi? Ebbene, in turchia la censura le ha fatto allungare la gonna! E fin qui, pazienza. Io sinceramente non ci tenevo più di tanto. Ciò che sconcerta è il fatto che tutti i personaggi femminili del cartone animato verranno dotate di velo islamico!

Personalmente sono tollerante verso le religioni, ma quando si tratta di censura, beh, mi girano!

Se in turchia si scandalizzano per le mutande DI UNA BAMBINA DI CINQUE ANNI vuol dire che hanno problemi parecchio gravi con la loro sessualità, a mio modesto parere.

In secondo luogo, Heidi è svizzera e presumibilmente cristiana. Perché dovrebbe indossare il velo secondo loro?

Ovviamente anche in turchia sono scoppiate polemiche da giornali e professori, secondo i quali la turchia è sulla strada di un’islamizzazione occulta e di un revisionismo culturale (ad esempio, sui testi scolastici, già sotto controllo da parte del governo).

24 Novembre 2007 Pubblicato da klez | Uncategorized | | 1 Commento

fork();

No, non parliamo di posate. E neanche di musica popolare (quella si chiama folk :P ). Né dello sdoppiamento di un thread (che poteva anche starci, visto il titolo).
Parliamo invece di ciò che succede quando un progetto si divide in due progetti distinti.

Il più recente esempio che mi viene in mente è la versione italiana di Wikipedia.
In un comunicato si legge che gli utenti italiani sono stufi che it.wikipedia sia considerata un progetto di serie B, e per questo si è staccata dalla wikipedia ufficiale, ha fatto il dump di tutti gli articoli e si è trasferita su www.wikipedia.it .

Questo fork è stato permesso dal fatto che gli articoli su wikipedia sono rilasciati attraverso licenza GNU FDL che permette, fra le altre cose, la copia dei testi.

Quindi, ancora una volta, e addirittura in un campo diverso da quello del software, le licenze libere ci dimostrano le loro potenzialità. La libertà che gli ex-gestori di it.wikipedia hanno avuto nel prendere armi e bagagli e trasferirsi non avrebbero potuto averla se i contenuti di wikipedia fossero stati ‘liberi’.

Ma il fork in sé è una cosa positiva? La mia risposta è: dipende. Se questo fork è dato da resistenze interne al team di sviluppo che causano un rallentamento nella prosecuzione del progetto, allora i casi sono due. Se si allontanano gli elementi di disturbo il progetto potrebbe sì perdere degli sviluppatori inutili (per così dire) ma anche dei validi collaboratori (magari gli attriti erano dovuti a divergenze sulla politica di gestione del progetto, o che ne so, sulle licenze). La seconda possibilità è, appunto, il fork, se la licenza lo permette. In questo modo i due progetti derivanti dal fork (o, se preferite, il progetto ‘forkato’ e quello originale) per un certo periodo si daranno battaglia, ma poi inevitabilmente la maggior parte degli utenti sceglierà quello migliore (in termini di licenza o di tecnologia, a seconda) e l’altro avrà due possibilità: tenere botta e cercare di superare il concorrente, oppure finire nel dimenticatoio (o in /dev/null geek che non siete altro :P )

26 Aprile 2007 Pubblicato da klez | fork, gpl | | 3 Commenti

Brevetti

Eh sì, mi scaglio pure contro i brevetti software.

Allora, analizziamo il problema alla radice: cos’è un brevetto? È una protezione legale nei confronti di un’invenzione, che deve essere innovativa.

Ora, l’ignorante pensa che il brevetto sul software protegga i sorgenti. E invece no, il brevetto protegge le idee. Vi faccio un esempio paradossale (nel senso che ormai l’idea è talmente sfruttata che penso sia imbrevettabile).
Qualcuno alla Microsoft una mattina si sveglia e pensa: “Quasi quasi brevetto il Cestino”. Mi riferisco ovviamente al mitico Recycle Bin che tiene da parte i file eliminati. Così il sign. XY della Microsoft va all’ufficio brevetti e brevetta l’idea del Cestino. Ora per un tot di anni nessuno può legalmente inserire un Cestino nel proprio sistema operativo senza pagare diritti o cause legali (che sappiamo essere il pane quotidiano a Redmond ;) ).

Direi che la problematica è evidente. Questo processo blocca l’innovazione. Non so per quali processi i progressi tecnologici non vengano bloccati dai brevetti nell’industria tradizionale, ma nel software la bloccano di sicuro.

Immaginiamo un altro scenario. Una società ABC crea un software che permette di controllare ogni elettrodomestico dotato di un particolare ricevitore wireless. La società brevetta il software. I programmatori open source non possono più presentare al pubblico simili prodotti di domotica. Fine della storia per qualche anno. Nel frattempo il campo di ricerca attinente sarà abbandonato dagli sviluppatori che non possono supportare le spese  per pagare il brevetto e l’innovazione nel settore, in questo modo, finisce per bloccarsi poiché non è possibile sviluppare software ‘concorrente’ senza pagare la società ABC.

Spero converrete con me sul fatto che sia un problema di una certa rilevanza.

Aspetto commenti, magari più costruttivi di un ‘Hai ragione’  o di un “Sei un idiota” o di un ‘Microsoft non ha di meglio da fare’.

13 Marzo 2007 Pubblicato da klez | brevetti | | 1 Commento

Orgoglio Geek

Sì, sono un geek, e sono orgoglioso di esserlo.
Ignoriamo
l’etimologia alquanto pittoresca di questa parola (ovvero un fenomeno
da baraccone che stacca le teste delle galline a morsi) e diamo
un’occhiata alla definizione che Wikipedia da riguardo al termine:

Geek è un termine di origine anglosassone di etimo
oscuro (forse storpiatura del termine inglese gecko – in italiano
geco – come antonomasia per la particolare abilità
dell’animale di incollarsi agli oggetti o in riferimento alla sua
vita notturna). Indica una persona solitaria che è affascinata
dalla tecnologia e dalla fantasia. Il significato di geek non
coincide con quello di nerd.


La definizione di geek è
cambiata considerevolmente in questi anni. Qui sotto sono riportate
alcune definizioni della parola, dalle più recenti alle più
antiche. Tutte sono ancora in uso, tranne l’ultima.

  • Una persona che è interessata di tecnologia,
    specialmente all’informatica e ai nuovi media. Molti hacker non
    vogliono essere chiamati geek, ma nel linguaggio comune le due
    parole possono essere facilmente interscambiate. Fine del XX secolo,
    inizio del XXI.
  • Una persona con una devozione verso qualcosa in un modo
    che la dispone fuori dal comune. Ciò può essere dovuto
    all’intensità, alla profondità o al soggetto del suo
    interesse.
  • Un termine spregiativo per una persona con scarse capacità
    di socializzazione, spesso molto intelligente (Cfr. nerd). È
    stato ipotizzato che molte di queste persone soffrano della Sindrome
    di Asperger. Tardo XX secolo.
  • Una persona che inghiotte animali vivi, insetti, etc.,
    come forma di spettacolo nell’ambito di fiere e feste. Questa
    esibizione include spesso la recisione a morsi delle teste delle
    galline. Il Geek comunemente fa il suo spettacolo su un palco. Il
    termine probabilmente deriva dallo scozzese geck, che significa
    sciocco, oppure dal tedesco antico. XIX secolo.

Esistono diversi tipi di geek. Il geek informatico è il
più noto, ma per estensione ogni campo di studi e molte realtà
culturali hanno i loro geek. Per esempio esistono geek in politica,
geografia, scienze naturali, musica, storia, linguistica, sport, ma
anche tra i giocatori di ogni genere, tra i radio-amatori, tra i
fruitori di anime e manga (rispettivamente animazione e fumetto
giapponesi), più spesso detti otaku, tra gli appassionati
della serie televisiva Star Trek, chiamati trekkie o trekker, e in
molti altri àmbiti ancora.

Il termine geek ha sempre avuto
una connotazione negativa nella società in generale, infatti
essere descritti come geek tende ad essere un insulto. Il termine
recentemente è diventato meno spregiativo, o persino un titolo
onorifico in particolari campi o culture; ciò è
particolarmente evidente nelle discipline tecniche, dove la parola è
ora più che altro un complimento che indica straordinarie
abilità.

Personalmente mi piace molto l’ipotesi
etimologica riguardo al gecko :-) .

Scherzi a parte, lo status di geek non
va considerato come emarginazione sociale. A mio parere ci si può
considerare geek e continuare ad avere una vita al di fuori dell’area
di competenza specifica.

Si dice che il primo passo per essere
considerato geek è ammettere di esserlo. E io quindi lo
ammetto :) . Per la precisione mi considero un geek di informatica e
musica.

Ora, descrivere a parole le mie
competenze e inclinazioni da geek può risultare lungo. Per
questo Robert Hayden ha inventato quello che è definito geek
code
, ovvero un insieme di lettere e simboli che spiega
competenze e preferenze (e anche un po’ di aspetto fisico) di un geek
al resto della comunità.
A titolo informativo il mio è

GCS/E/IT/MU d- s: a– C++(+++)>$
UL++>++++$ P+>+++ L+++>$ !E W++ N+ o? K–? !w— !O M+>++
V? PS+ PE Y+ PGP !t 5? X R tv->– b++ DI D++ G e h– r++ y+

Non sto a farvi tutta la traduzione,
potete fare copia e incolla nel geek
decoder
e leggere da voi la traduzione.
Se invece voleste
crearvi un geek code potete usare questo
sito.

Vorrei inoltre segnalarvi un fumetto in
strip online. Si intitola GPF
– General Protection Fault
, il nome dice tutto :-) . Devo
ammettere che negli ultimi tempi la storia ha preso una piega un po’
meno “informatica” (il link che ho messo si riferisce al primo
numero in assoluto), ma penso che questa parte della serie stia per
finire, per poi tornare alle origini. Io vi consiglio di leggerlo
tutto dall’inizio (vi ci vorrà un po’, sono quasi 10 anni di
strips, ma meritano. Io li ho letti tutti) anche solo per capire
qualcosina di più sui personaggi. Le battute per addetti ai
lavori non mancano di certo, e probabilmente alcuni di noi tenderanno
a identificarsi con Nick o Fooker (due dei personaggi).

Penso che, nonostante i giornalisti e i
benpensanti bollerebbero noi geek come appartenenti alla cosiddetta
‚ÄúY Generation‚Äù (a me ’sti nomi inventati ad hoc dai cosiddetti
esperti danno un fastidio!), in realtà non vi apparteniamo,
almeno non completamente. La Y Generation usa le tecnologie, i geek
di solito contribuiscono a crearle, e in questo senso ci avviciniamo
di più al significato originario del termine Hacker.

Il punto della mia riflessione è:
Geek di tutto il mondo, unitevi! O quantomeno uscite allo scoperto e
dimostrate al mondo che ha bisogno di noi! Magari questo è un
po’ troppo presuntuoso, ma non credo si discosti tanto dalla verità
:-)

9 Marzo 2007 Pubblicato da klez | geek | | No Comments Yet

GPL – Punti di vista

I puristi probabilmente mi vorranno morto dopo questo post :)

Quella che segue è un’analisi riguardo alle limitazioni che la licenza GNU GPL impone.

La GPL afferma che è possibile copiare, vendere, modificare, redistribuire e trarre profitto dalle modifiche effettuate. MA c’è un ma… Chiunque modifichi il codice e lo voglia redistribuire è COSTRETTO dalla licenza a redistribuire il nuovo codice sotto la medesima licenza. Si chiama ‘effetto virus’ ed è ciò che garantisce che la libertà si propaghi, per così dire.

Vi prego di notare l’accostamento un po’ ‘ossimorico’ delle parole ‘costretto’ e ‘libertà’. La GPL in effetti non è molto libertaria.

Mettiamoci nei panni di un’azienda. Io, software house XYZ impiego denaro e sviluppatori per modificare un software GPL per poi rivendere il mio software modificato ai clienti. Ora, la GPL mi costringe a rilasciare il mio software modificato sempre sotto GPL. Così un’azienda concorrente ABC può benissimo prendere il mio codice modificato e rivenderlo senza spesa, poiché l’investimento e la spesa l’ho fatta io, mentre loro hanno solo preso e rivenduto.

Sì, è vero, ho perso in parte (e sottolineo, in parte) il mio idealismo. Se un’azienda ci spende dei soldi mi pare giusto che abbia almeno un ritorno. Non deve per forza donare alla comunità (non tutti sono filantropi :) ). Certo, può farlo, ma deve avere la libertà di poter scegliere. E la GPL da sola questa libertà non la da.

L’ideale, a mio parere, sarebbe rilasciare i propri progetti sotto doppia licenza. Da una parte una licenza simil-GPL (per chi vuole modificare il mio software e rendere pubbliche le modifiche) e dall’altra (ad esempio) la BSD, che permette derivazioni “commerciali” (o meglio, proprietarie) del proprio software. Insomma, XYZ potrebbe prendere il software, modificarlo e rendere “a sorgente chiuso” le  modifiche apportate, per poi venderlo ai propri clienti, così ABC dovrebbe investire a sua volta denaro per stare al passo. È la concorrenza, funziona così.

Quindi io, amministratore del progetto open source potrei concordarmi con XYZ per vendere loro (sì, ci farei pure i soldi :P ) il mio software con licenza BSD, con l’impegno da parte loro di non appropriarsi indebitamente del codice scritto da me e dalla community. Parallelamente la mia community continuerà a usare e migliorare la versione GPL del mio software, che le aziende potranno poi utilizzare a loro volta (acquistando di nuovo la licenza o cose così…)

Spero di essere stato chiaro :)

Se vedete un tizio somigliante a un misto tra Marx e Gesù e rispondente al nome di Richard Stallman che mi cerca, voi non mi avete visto :P

26 Febbraio 2007 Pubblicato da klez | gpl, linux | | 4 Commenti

Windows vs. Linux

Le promesse cerco di mantenerle sempre :)
Quindi ecco il mio articoletto sul confronto Windows-Linux.
Me lo giocherò come una partita, quindi ad ogni caratteristica positiva aggiungerò un punto ai contendenti.

Premessa importante
Io mi baso sulla mia esperienza personale. Per quanto riguarda Linux ho usato varie distribuzioni, con kernel serie 2.4 e 2.6 (quindi ragionevolmente stabili).
Per quanto riguarda Windows, la mia memoria mi permette di tornare indietro solo al Me Millenium Edition, quindi giudicherò solo quest’ultimo e Windows XP (Vista non l’ho ancora provato, e sui vari Windows 2000 non ci ho lavorato abbastanza estensivamente da poter giudicare).

Dunque si cominci: Windows 0 – 0 Linux

Semplicità d’uso
Mah, direi che dipende. Windows è sicuramente più user friendly, ma anche le versioni di Linux appositamente create per il desktop non scherzano. Una su tutte: Mandrake (Mandriva non l’ho provato, ma penso si discosti di poco). Quindi possiamo già cominciare sfatando il mito di Linux che è difficile da usare. L’importante è quello che ci vuoi fare. Se vuoi usarlo per navigare in internet, leggere la posta e scrivere documenti/fogli di calcolo, non è assolutamente inferiore a Windows.

Windows 1 – 1 Linux

Possibilità di personalizzazione
Qua Linux vince assolutamente. Provate a personalizzare il kernel di windows e poi fatemi sapere.

Windows 1 – 2 Linux

Stabilità
Anni fa Microsoft decise che per rendere più veloce l’interfaccia, tanto valeva farla girare in kernel space. E fu il caos. Appena crashava un programma con interfaccia, c’erano serie possibilità che crashasse il tutto. E questo fino all’avvento di XP. Finalmente con XP si è cercato di separare l’interfaccia dal kernel. E direi che ha funzionato. Nonostante le varie voci sull’instabilità di XP, mi vien da dire che è il miglior sistema che Microsoft abbia creto (tecnicamente parlando). L’ho visto crashare piuttosto raramente (almeno una volta avviato…).
Su Linux non credo ci sia bisogno di dire nulla. Mi è crashato una volta in oltre 5 anni…

Windows 2 – 3 Linux

Disponibilità di software post-installazione
Appena installato un sistema Linux ci puoi fare un server, appena installato Windows ci puoi giocare a campo minato (anzi, prato fiorito). Ai posteri l’ardua sentenza (anzi, no…)

Windows 2 – 4 Linux

Sicurezza
Allora, cominciamo col dire che Linux ancora prima di diventare un kernel vero e proprio, è nato per essere un’emulatore di terminale, quindi si può dire che sia nato su internet. Questo però fino al 94 (o 96?) non lo ha portato a una gran sicurezza, dato che non era stato inizialmente progettato per lavorare in rete con altri computer. Ma nel giro di questi ultimi undic’anni… wow (per parafrasare Microsoft)! Linux è intrinsecamente sicuro per svariati motivi: 1)Un utente non può toccare le cartelle di un altro utente, né tanto meno i file di sistema, quindi un virus non riuscirebbe a fare danni eccessivi. 2)C’è un firewall addirittura integrato nel kernel (netfilter). Ora, gli utenti Windows fino al Service Pack 2 per Windows XP hanno dovuto affidarsi a prodotti di terze parti (che da un punto di vista puramente concorrenziale non era male), quindi di default, finché non ci si procurava un firewall si era esposti un po’ a tutto.
D’altra parte, configurare il firewall di Linux non è proprio l’operazione più semplice di sto mondo. Oddio, Fedora ad esempio fornisce un ottimo tool di configurazione, per le altre distribuzioni non so… Ma sì, diamo un punto a entrambi i contendenti…

Windows 3 – 5 Linux

Libertà/Licenza/Prezzo
C’è bisogno di discutere? Linux lo puoi scaricare gratuitamente, installare quante volte vuoi, lo puoi vendere, modificare e redistribuire le tue modifiche, ovviamente permettendo agli altri di fare altrettanto. Windows lo devi pagare un tantino, lo puoi installare su tot computer al massimo (sto parlando in termini prettamente legali ovviamente), non lo puoi copiare, modificare e redistribuire modificato. A chi dite che lo do il punto?

Window 3 – 6 Linux

Videogiochi
Ahimé, qui Linux ci perde abbastanza. Le motivazioni comunque sono economiche, non tecnologiche. Sviluppare il porting di un gioco costa, e non poco. Ed essendo la base di utenza desktop di Linux abbastanza ristretta, alle aziende non conviene sviluppare giochi se non son sicure di venderli. Alcuni giochi sono stati portati su Linux (Neverwinter Nights, Quake 3, Unreal Tournament 2004 per citarne alcuni) ma non sono sufficienti per assegnargli il punto…

Windows 4 – 6 Linux

Conclusioni
Ora come ora non mi vengono in mente altri termini di paragone, nel caso fatemi sapere e vedrò di aprire un confronto pure su quelli.

Allora, Linux a mio parere vince. Cioè, in realtà dipende da cosa uno ci deve fare. Ripeto, se ci si deve solo navigare, leggere email e usare programmi da ufficio (videoscrittura, fogli di calcolo, presentazioni…) direi che Linux sia una scelta piuttosto consigliabile. Anche se si è programmatori è una buona scelta (anche se è meglio non fissarsi su un unica piattaforma come sviluppatori), magari avendo sia Windows che Linux installati contemporaneamente, o lavorando di Virtual Machines.
Per i giochi… ahimè, mi sono già espresso a riguardo, ma sinceramente ne sento relativamente la mancanza. E poi a me piacciono anche i vecchi giochi per dos e quelli per game boy advance, quindi l’emulazione sopperisce eccellentemente alla mancanza di titoli nativi per Linux :)
Sul lato server non ci sono dubbi. Linux, punto.

Detto questo a voi la parola, se avete commenti costruttivi (niente flames) fateli pure.

23 Febbraio 2007 Pubblicato da klez | confronto, linux, windows | | 2 Commenti

Perché Linux?

La frase che ogni aspirante hacker/smanettone si sente dire appena chiede informazioni: “Installati Linux”
Domanda: “Perché?”
Risposta: “Perché è meglio di Windows”

Ok, cerchiamo di essere obbiettivi. Perché un aspirante hacker/smanettone dovrebbe installare Linux?
La prima volta che ho sentito parlare di Linux avevo 15 anni, nel 2002, poco prima del caso SCO (ne parlerò in un altro post). Allora mi ero avvicinato al mondo dell’informatica underground, per così dire, ovvero hacking, cracking ecc… Insomma, stavo entrando un po’ più in profondità nell’argomento rispetto all’utente medio. Avevo scaricato una piccola guida di Kpe (l’allora ‘leader’ di Insomnia Crew, ora sciolta) chiamata pomposamente Hack Kolossal (in realtà poco più di una guida per principianti, ma che mi ha aiutato molto). Una delle prime cose che l’autore consigliava era l’installazione di Linux. Al che io ho comprato una rivista in edicola che conteneva tre CD. Uno era Knoppix (per chi non lo sapesse, una distribuzione che non necessita di essere installata) e gli altri due la distribuzione Conectiva (ora fusa con Mandrake sotto il nome di Mandriva). Così ho provato Knoppix e ne sono rimasto affascinato (soprattutto per la grafica). Con l’arrivo in casa di un rack con hard disk estraibili (quindi io e mio padre avevamo due hard disk separati) ho avuto l’occasione di installare Conectiva. In poche ore riuscii a installarlo. Certo, l’installazione non fu perfetta (tipo mancava l’audio) ma fu una vera soddisfazione.

Ecco il primo motivo per installare Linux (con un po’ di preparazione alle spalle magari): la soddisfazione di fare qualcosa di un po’ più complicato del solito click su ‘Continua’ per installare un sistema operativo.

Vi do già da ora una seconda motivazione: l’immenso parco software disponibile già durante l’installazione. Installando Windows vi trovate Media Player (che già non dovrebbe esserci) e poco più. Installando Linux potete dopo l’installazione avere un server web funzionante, o una workstation per sviluppare software.

Sono passati anni da allora, e di distribuzioni (differenti modi di ‘impacchettare’ Linux) ne ho provate tante: Red Hat, Debian, Fedora, Mandrake, qualche esperimento con Dyne:bolic e SuSE… e ora mi sono stabilizzato su Fedora.

Terza motivazione: l’ampia scelta di alternative. Una distribuzione ti sembra troppo complicata (o troppo semplice)? Provane un’altra. Distrowatch stima le distribuzioni Linux esistenti sull’ordine delle centinaia.

Quarta motivazione: LINUX È LIBERO! Chiamatemi comunista, chiamatemi idealista, chiamatemi come volete, ma io sono fermamente convinto che l’informazione DEBBA essere libera, e se il software che processa le informazioni non è libero, non possiamo essere sicuri che l’informazione non venga corrotta o nascosta (basta tentare di modificare un file di configurazione in windows… molto difficile dato che sono file binari e non di testo). Inoltre è vergognoso che si debbano pagare esorbitanti costi di licenza per ottenere un software che funziona male, pieno di bug che, anche se critici, non vengono prontamente corretti. In Linux fortunatamente il discorso funziona diversamente: non è necessario pagare licenze d’uso, i bug ci sono lo stesso ma almeno vengono corretti nel giro di ORE a volte… e se uno è volenteroso può anche correggerseli da sé.
Inoltre i file di configurazione sono file testuali, il che rende più semplice la loro modifica e l’adattamento alle proprie esigenze. Anche i formati in cui vengono salvati i file sono aperti, cosicché non si è vincolati a un solo programma per poter utilizzare un file.

Insomma, non vi sto obbligando a passare a Linux. Sto solo cercando di farvi valutare la situazione.

In un prossimo articolo cercherò di spiegare i pro e i contro di questa scelta.

Per ora saluti,
t2k

8 Febbraio 2007 Pubblicato da klez | linux | | No Comments Yet